diumenge, 24 de maig del 2009

L'insuportable lleugeresa de la olor de figa madura (imatge robada del blog: al caliu dels mots)


Passejant en bici per Montjuic, a l'alçada dels jardins del Mossen Costa i Llobera que tapissen la paret sudest de la muntanya, pots sentir-te atrapat per aquesta molt intensa (i al mateix temps lleugera), potser voluptuosa sensació.

Palladio i els aeroports



Cosmocaixa fà coincidir, però sols per unes setmanes, la exposició de Richard Rogers i la de Palladio a la fàbrica Casaramona.
Si de primera instancia quan penses en Rogers penses en el Pompidou, en poc temps hem afegit obres molt properes (la "horripilant" torre de Bellvitge, la aturada "reconversió" de Les Arenes, i una mica més lluny la T4 de Barajas).  Curiosament, és a Barajas on em sento més a prop de Vicenza.

divendres, 22 de maig del 2009

Viure amb mafiosos, un altre Saviano (de Nazione Indiana)

cavalli
C’è un giullare dalle parti di Lodi che si chiama Giulio Cavalli. Fa una cosa che non dovrebbe fare: teatro civile. Parla di Resistenza, di G8, parla del disastro aereo di Linate e da un po’ di tempo, soprattutto, parla di mafia e di mafie. Fa nomi e cognomi. A Teatro. Li fa a Milano, li fa a Gela.
Errore! I nomi non si fanno, non è elegante. Qualcuno poi si arrabbia e te la vuole far pagare. Così è: Giulio Cavalli ha subito minaccie mafiose e vive sotto un programma di protezione dallo scorso anno. Solo che lui è cocciuto e continua a fare i nomi e i cognomi. Ci dice cose che non vogliamo sentire: tipo che la ‘Ndragheta non è mica roba di montanari calabresi. È roba di gente che fa affari a Milano. Insieme ai casalesi e a tutta la solita cricca.
È che i politici milanesi non amano sentir parlare di mafia a Milano quando hai un Expo da organizzare. Ma Giulio insiste, giullare cocciuto.
Dunque vi chiedo di ascoltarlo, di seguire il suo sito, di cercare in rete le sue Radio Mafiopoli, di andarlo a vedere a teatro. Di non farlo sentire solo. È la solitudine, la terra bruciata attorno al proprio lavoro, l’inizio della fine per una voce come la sua. Che non sia una voce nel deserto, ve ne prego.
Vi allego qui di seguito un suo pezzo.
G.B.
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Potser mes que "llegar" a Estrasburg, que pugi de genolls al Santuari de Guadalupe (igual la Conf Episcopal el perdona)

DESESTIMAN SU RECURSO CONTRA GALLARDÓN

Losantos, dispuesto a llegar a Estrasburgo para defender su libertad de expresión


El periodista Federico Jiménez Losantos ha asegurado que recurrirá la sentencia por la querella que interpuso Alberto Ruiz Gallardón contra él y que este viernes ha ratificado la Audiencia Provincial de Madrid. "Recurriré este fallo y los que sean necesarios para que se haga justicia", ha asegurado.

(Libertad Digital) Después de conocer la noticia de que la Audiencia Provincial de Madrid ha desestimado su recurso contra la sentencia que lo condena a pagar una multa de 36.000 euros al alcalde de Madrid, Alberto Ruiz Gallardón, por un delito de injurias, Federico Jiménez Losantos, en declaraciones a El Mundo, ha dicho que de ser necesario recurrirá al Tribunal Europeo de Derechos Humanos, ya que"no confío mucho en nuestra justicia". 

Si ya se informó que el juez antepuso el poder político de Gallardón a la libertad de expresión de Jiménez Losantos en junio de 2008,  ahora la historia se repite. Sin embargo, el periodista no piensa rendirse en su empeño de defender su libertad de expresión y crítica. 

Ahora, el director de La Mañana deberá recurrir esta nueva decisión ante el Tribunal Superior de Justicia de Madrid. Si este recurso volviese a ser desestimado, el caso se plantearía en el Supremo, más tarde en el Constitucional y, finalmente, en el Tribunal de Estrasburgo, donde "es más fácil que se haga justicia" que en España.

La sentencia, hecha pública este viernes por la Audiencia Provincial de Madrid, ha confirmado la multa de 36.000 euros que se impuso a Jiménez Losantos. El periodista no ha dudado en calificarla de "la consagración de una cacicada". Además, a su juicio esto demuestra que "no se puede criticar a algunos políticos en nuestro país".


dijous, 21 de maig del 2009

avui he donat sang... (ei... ho faig sovint)

tarzan

Hem d'envejar Berlusconi?


Ma Berlusconi è da "invidiare"?

Secondo il centrodestra, i nemici del premier sarebbero invidiosi del suo successo
 
Un comunicato di Palazzo Chigi ha stabilito che chi non ama il premier è soltanto un invidioso. Probabilmente è la prima volta nella storia della Repubblica che accade: dalle categorie della politica si è passati a quelle della psicologia, e opporsi al premier diventa un segno di piccineria interiore. 

Certo, si potrebbe replicare in diversi modi: ad esempio, non è detto che tutti invidino un uomo che a oltre settant'anni cerca disperatamente di sembrare un trentenne, con lo scopo di «frequentare le minorenni», come sostiene la donna che fino a un mese fa era sua moglie, ed è quindi «da aiutare come si fa con un malato», sempre secondo la signora Lario. 

Ma Berlusconi è smodatamente ricco - e fa regalini da seimila euro alla figlia di uno che sostiene di conoscere appena - oltre che smodatamente potente, sia per il suo impero economico sia per la sua carica pubblica. E forse ha creato un modello che davvero molta gente invidia. Ma davvero anche chi invece detesta la cultura rappresentata da Berlusconi - soldi, successo, potere, ragazze a go go - attacca il premier "per invidia"? 

Che cosa ne pensate?

Em va passar fà un miler d'anys a Napols (em van canviar la pela a 100 i no a 10), només sortir al carrer ho vaig haver de tornar...

NZ hunts accidental millionaires

Police in New Zealand are searching for a couple who disappeared after a banking blunder deposited NZ$10m (£3.9m, US$6m) in their account.

The couple had applied for a NZ$10,000 overdraft but received NZ$10m in their business account instead, part of which they withdrew, local media report.

They are said to have run a service station in Rotorua, North Island.

Police believe the couple have left the country and Interpol has been alerted for assistance.

The deposit was made by the Australian bank Westpac, which has about 10 million customers.

Police said that part of the money had been recovered, without specifying the amount.

"The individuals associated with this account are believed to have left New Zealand and police [are] working through Interpol to locate those individuals," said Detective Senior Sergeant David Harvey of New Zealand Police.

"Westpac Bank has recovered some of the money which had been inappropriately withdrawn." HAVE YOUR SAY £3.9m is a lot of dosh, and even the most honest person would be tempted, especially when the 'victim' is a bank. Sally, Hullbridge

Westpac media relations manager Craig Dowling said the bank was "pursuing vigorous criminal and civil action to recover a sum of money stolen".

Adding that the incident had prompted a review of how it had occurred, he said he would not comment on the specifics of the case due to the police investigation and court actions requiring confidentiality.